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  • Chiara Proietto

Visitare la Valle dei Templi, il luogo magico che ammaliò Goethe

Aggiornamento: apr 8

Visitare la Valle dei Templi è nella lista delle cose da fare di ogni viaggiatore in Sicilia, anche in quella di Goethe! Patrimonio UNESCO dal 1997, dopo aver incantato viaggiatori di tutti i tempi, mostra ancora oggi i suoi maestosi tesori. Scopriamoli insieme (con Goethe, ovviamente)!


Tempio della Concordia descrizione, visita alla Valle dei Templi
Il Tempio della Concordia e la Statua di Icaro

La Valle dei Templi di Agrigento, con i suoi 1300 ettari di estensione, è il parco archeologico più grande del mondo.

Patrimonio UNESCO dal 1997, questa enorme distesa di templi piena zeppa di storia e sacralità, ha da sempre incantato viaggiatori e scrittori da tutte le parti del mondo tanto da essere stata definita dal poeta Pindaro “la pupilla di Sicilia”, “la città più bella tra i mortali”.


Perfino Goethe ne restò stupito durante il suo viaggio in Sicilia: <<Non avevo conosciuto un simile esempio del più bel periodo dell’arte greca.>> scrisse, ed aveva proprio ragione.


In questo articolo noi di Tripnacria abbiamo pensato di presentarti i templi della Valle dei Templi uno per uno, insieme a colui che ne restò letteralmente ammaliato: proprio così, il nostro caro e vecchio Goethe!



qualche breve cenno storico


La storia di Akràgas ha inizio nel lontano 581 a. C. , quando un gruppo di coloni greci provenienti da Rodi e da Creta sbarcarono nella nostra splendida isola, fondando prima Gela e poi Agrigento.

La città vide un periodo di grande splendore intorno al 480 a.C, tanto da espandersi verso nord; questo, però, scatenò un conflitto, quello contro i Cartaginesi che distrussero e saccheggiarono Akràgas.

200 anni dopo, giunsero infine i Romani che la chiamarono Agrigentum e che costruirono ville romane e domus con splendidi mosaici tutt'ora visibili.



I Templi e le parole di Goethe


1. Tempio della Concordia


Il tempio della Concordia ha resistito ai secoli; la sua linea snella lo approssima al nostro concetto del bello e del gradevole. Sulle colonne si vedono ancor oggi i resti d'un fine intonaco che doveva blandire l'occhio e insieme garantirne la durata.

Il Tempio della Concordia deve il suo nome al ritrovamento di un’epigrafe nei pressi di Agrigento nella quale i cittadini romani dedicavano un luogo, non proprio definito, alla concordia.

Risale al 430 a.C. circa ed è il tempio dorico che si è conservato meglio nel tempo: è formato da 6 colonne frontali e 13 laterali ed costruito con lo stesso materiale del terreno sul quale poggia, un fondale marino di 2 milioni di anni fa! Ecco perché potrai trovare delle conchiglie nei dintorni.


È incredibile pensare a come tutto questo sia stato messo in piedi senza cemento, senza strumenti o macchine particolari: solo blocchi, sapientemente scolpiti e sovrapposti l’uno sull'altro, tenuti saldi da perni da ormai ben 25 secoli!


In origine il tempio presentava colori sgargianti: un bianco brillante per le colonne e il basamento e un blu e un rosso acceso per il fregio e il timpano. Oggi il colore è andato perduto e quel che resta è un giallo ocra che ne accentua il glorioso passato, a tratti anche travagliato.


Dopo la caduta dell’Impero Romano, infatti, il tempio è stato trasformato in una chiesa cristiana; tra una colonna e l’altra sono state costruite mura e, all'interno, arcate e navate. Solo nel ‘700 le modifiche sono state abbattute e il bellissimo tempio ha potuto finalmente ritrovare il suo aspetto originario.



2. Tempio di Giunone (o Hera Lacinia)


Il tempio sorge attualmente su un dosso rupestre in disfacimento; a partire da esso le mura si stendevano in linea retta verso levante su uno strato di calcare, che domina a picco la piana costiera lasciata dal mare dopo aver dato origine in varie epoche a queste rocce.

Questo tempio è molto simile a quello della Concordia sia per dimensione sia per elementi costruttivi, ma purtroppo non è rimasto integro come il precedente. Peccato!


Tempio di Giunone Valle dei Templi
Il Tempio di Giunone.

3. Tempio dei Dioscuri (o Castore e Polluce)


Questo piccolo resto di un tempio è quasi diventato il simbolo di Agrigento. Dedicato a Castore e Polluce, non si tratta di un pezzo originale, ma di una ricostruzione risalente al 1836 basata sui ritrovamenti sul luogo.



4. Templi dedicati a Demetra e Kore


In un’area della Valle dei Templi, alcuni resti testimoniano la presenza di templi dedicati alla fecondità della terra e della donna. Sono stati qui ritrovati degli altari circolari e quadrati nei quali si svolgevano dei riti.



5. Tempio di Eracle (o Ercole)


Il tempio di Ercole lascia ancora scorgere tracce dell'antica simmetria. Le due file di colonne che fiancheggiavano il tempio ai due lati giacciono a terra nella stessa direzione nord-sud, come se si fossero rovesciate tutte insieme; le colonne precipitarono di colpo, forse in conseguenza d'un violento uragano, e ora sono distese allineate, spartite nei blocchi che le componevano.

Classificato da molti studiosi come il più arcaico di tutti i templi della Valle, oggi potrai ammirarlo con le sole sue 8 colonne. Andò distrutto probabilmente a causa di disastri naturali.


Tempio di Eracle, visitare la Valle dei Templi
Le colonne del Tempio di Eracle

6. Tempio di Giove (o Zeus)


Rovine del tempio di Giove. Esse si stendono per un lungo tratto, simili agli ossami d'un gigantesco scheletro. Il perimetro di una colonna corrisponderebbe pressappoco a un cerchio formato da ventidue uomini.

Il Tempio di Giove rappresenta quello che doveva essere il tempio dorico più grande di tutto l’occidente, una vera e propria impresa colossale che però andò distrutta in seguito a dei crolli.

Gli enormi blocchi delle rovine raccontano della grandezza di quest’opera architettonica di ben 30 metri.


Tra le semi-colonne, imponenti giganti di pietra erano incastonati come a sorreggere il tempio: i grandiosi telamoni.

Uno dei telamoni presenti nei pressi dei resti del tempio è una ricostruzione: il pezzo originale si trova al Museo Archeologico Regionale Pietro Grifo di Agrigento. Di queste immense statue di 7.65 metri, rivestite un tempo da stucco bianco, ve ne erano ben 38. Non è incredibile?


Non è certo chi questi telamoni rappresentassero, forse i Cartaginesi, fatti prigionieri in seguito alla battaglia del 480 a.C.


Telamone di Agrigento
La Ricostruzione di un Telamone nei pressi del Tempio di Giove

7. Tempio di Ascelpio (o Esculapio)

Il tempio di Esculapio, ombreggiato da un bellissimo carrubo e pressoché murato entro una casa contadina, offre un grazioso quadretto.

Gli altri templi:

  • Tempio di Iside. Lo trovi all'interno del complesso museale di San Nicola.

  • Tempio di Efesto (o di Vulcano). Un tempio molto mal conservato del quale potrai vedere solo le fondamenta.

  • Tempio di Atena. Su questo tempio è stata costruita la Chiesa di Santa Maria dei Greci, nel centro storico di Agrigento.


Come visitare La Valle dei Templi


Se sei arrivato alla fine di questo articolo probabilmente vorrai anche tu visitare la Valle dei Templi.

Puoi farlo acquistando il biglietto d'ingresso qui oppure partecipando ad una meravigliosa escursione a cavallo proposta da The Island of Wonders, con la quale potrai percorrere il Giardino della Kolymbethra e il perimetro del Parco andando alla scoperta dei templi comodamente in sella!


TUTTE LE INFO: https://www.tiowo.com/escursioni-a-cavallo-sicilia-templi



Ingresso Valle dei Templi, Orari e Prezzi


Indirizzo: Agrigento (AG) 921000

Orari: tutti i giorni dalle 8:30 alle 19

Prezzi ingresso Valle dei Templi: €10 intero; €5 ridotto (under 25); Gratis under 18 e la prima domenica del mese.

Ingresso Valle dei Templi + Museo Archeologico: € 13,50 intero, €7 ridotto (under 25)

Per info: +39 377 0872496 - info@lavalledeitempli.it




Siamo riusciti a suscitarti interesse su questo luogo? Allora dai un'occhiata al Weekend in Sicilia, Tour Unesco in cui è compreso!

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