La Latomia del Paradiso e l' Orecchio di Dionisio, i tesori di Siracusa
- Chiara Proietto

- 18 gen 2021
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 17 apr
Nel Parco Archeologico della Neapolis di Siracusa, si trovano le meravigliose Latomie del Paradiso, sede del famosissimo Orecchio di Dionisio, coniato da Caravaggio a Siracusa, e della sua leggenda.

Hai mai sentito parlare delle Latomie del Paradiso?
Non farti ingannare dal loro nome poetico, le Latomie del Paradiso furono tutto eccetto che un luogo paradisiaco!
Si tratta di profonde cave di pietra (las “pietra” + temno “tagliare”) scavate, pare, per volere dei tiranni dai prigionieri di guerra (per di più Ateniesi), costretti a vivere in condizioni disumane, senza cibo né acqua e sotto il sole cocente della Sicilia.
Da queste cave sono stati tirati fuori in tutto ben 850.000 metri cubi di blocchi di calcare bianco, utilizzati per la costruzione della Neapolis, dei templi e delle mura difensive della città.
A causa degli scavi, sono numerose le caverne, alcune alte fino a 40 metri, presenti nelle latomie. Le più note della Latomia del Paradiso sono due: la Grotta dei Cordari, così chiamata per la produzione di corde in canapa che avvenne al suo interno nel XVII secolo, e l' Orecchio di Dionisio.
L’Orecchio di Dionisio tra realtà…
L'Orecchio di Dionisio, alto circa 23 metri, largo fino a 11 metri e profondo circa 65, è la più conosciuta tra le grotte grazie alla sua particolare conformazione a S e alle sue proprietà acustiche capaci di amplificare i suoni.
Il suo appellativo lo dobbiamo al grande Michelangelo Merisi, il Caravaggio, che durante il suo soggiorno a Siracusa nel 1608 studiò per bene questo luogo.
Scoprì che la sua caratteristica forma era probabilmente dovuta alla necessità degli operai di scavare la cava seguendo un acquedotto e, data la somiglianza con il condotto uditivo umano, le fu dato il toponimo di Orecchio, rafforzando ancora di più una nota leggenda.
…e leggenda
In una, la latomia del Paradiso, si osserva, in fondo ad una grotta, una strana apertura, chiamata Orecchio di Dionisio, il quale veniva ad ascoltare vicino a questo buco, così almeno dicono, i lamenti delle proprie vittime.
La parte leggendaria di questa cava gira attorno al nome di un particolare personaggio greco, il tiranno Dionisio, noto governatore siracusano.
Dionisio aveva in mente un progetto molto ambizioso per Siracusa: sognava diventasse la cosmopolis di tutta l’intera Magna Grecia. Ciò quindi implicava ci fossero necessariamente nemici e avversari pronti ad impedire la riuscita di questo immane sogno.
È proprio da questo momento in poi che la latomia venne utilizzata come prigione nella quale gettare prigionieri e schiavi, una gabbia sicura e non molto confortevole dalla quale nessuno poteva scappare.
Ma si dice abbia avuto un’altra, la più importante forse, funzionalità: quella di perfetto strumento per origliare.
La leggenda vuole che il tiranno avesse escogitato questo escamotage per origliare e intercettare tutte le conversazioni tra i prigionieri che potevano essere pericolose per lui e il suo progetto di dominio ed eliminare di conseguenza il nemico, compiacendosi dei lamenti e delle sofferenze dei poveri disgraziati.
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Altre teorie
Alcuni studiosi hanno dato un’altra versione dei fatti, non meno verosimile di quella già discussa. Si crede infatti che probabilmente questa grotta dall'eco impressionante fosse utilizzata per le rappresentazioni classiche da un coro che, espandendo il proprio canto all'interno della cavità in prossimità del teatro greco, ammaliava gli spettatori che restavano stupiti da queste voci soavi e potenti.

L’Orecchio di Dionisio fu tappa obbligatoria dei viaggiatori del Grand Tour e di molti altri personaggi della letteratura.
Guy de Montpassant (di cui sopra una citazione) restò ammaliato dalla sua bellezza e dal gioco di luci al suo interno.
Si vuole, inoltre, che qui sia stato ambientato il famoso mito della caverna di Platone e che Caravaggio abbia scelto proprio questo luogo come “palcoscenico” di uno dei suoi dipinti, “Il Seppellimento di Santa Lucia” del 1608, oggi conservato presso la Chiesa di Santa Lucia alla Badia di Siracusa. Non solo. Quasimodo, infine, dedicò alle latomie un componimento, facente parte della raccolta “Erato e Apollion” del 1936.
Parco Archeologico Siracusa: orari e prezzi
La Latomia del Paradiso e l’Orecchio di Dionisio fanno parte del Parco Archeologico della Neapolis di Siracusa.
Indirizzo: Via Paradiso 14, Siracusa
Orari: tutti i giorni dalle 8:30 – 15:30 (possono subire variazioni)
Costi: €17 intero; €10 ridotto (under 25); gratis under 18.
Costi biglietto cumulativo: €22 (Parco Archeologico + Museo Paolo Orsi); ridotto €12,50.
Per info e prenotazioni: visita questo sito




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