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  • Chiara Proietto

Cosa vedere a Tindari, la città della Madonna Nera

Aggiornamento: set 5

Ti sveliamo cosa vedere a Tindari, l'antica colonia greca che si affaccia sui Laghetti di Marinello e il cui Santuario custodisce un tesoro prezioso: la Madonna Nera di Tindari e le sue leggende.


Santuario di Tindari, Cosa vedere a Tindari
Santuario di Tindari e Laghetti di Marinello

In questi giorni di fine estate noi di Tripnacria ci troviamo in una splendida cittadina sul mar Tirreno: ti parliamo di Tindari, una finestra sacra arroccata su un promontorio a picco sul mare (uno dei più belli di Sicilia), una città che seppur piccola ha goduto di grande fama e gloria nel suo antico passato.


Tindari è stata scelta dai coloni greci, assediata dai romani, conquistata dai bizantini e distrutta dagli arabi, ma nonostante ciò conserva ancora i resti della sua immane storia che da sempre si intreccia al mito ed alle leggende popolari e custodisce gelosamente ciò che oggi la rende meta imperdibile in Sicilia: la Madonna Nera e il “mare secco”.



Qualche cenno storico sull’antica Tyndaris


Nel 396 a.C il tiranno di Siracusa, Dionisio I, non esita a costringere il popolo dell’attuale Tripi, allora Abakainon, a cedere la grande area dove fu fondata in seguito l’antica colonia greca di Tyndaris.


La città dal nome del Re di Sparta, Tindaro, prende ben presto il controllo della costa tirrenica e diventa tanto potente e prospera da coniare una propria moneta, la zecca di Tyndaris.

Passa di mano in mano dai romani ai bizantini fino a quando, nel corso del I secolo, un terremoto prima e l’arrivo degli arabi dopo segnano il suo triste declino.



Adesso però, è arrivato il momento di svelarti le 5 cose da vedere a Tindari (secondo noi!).



1. Il Santurario della Madonna Nera

Santuario di Tindari, Cose da vedere a Tindari
Interno del Santuario. Chiara Proietto

Il simbolo di Tindari, questo Santuario racchiude in sé una grande importanza sia religiosa sia culturale.

La sua storia è racchiusa in una leggenda popolare.


Si dice che in un passato lontano, una nave approdata nella Baia di Tindari durante una tempesta, non sia più riuscita a salpare nonostante il mare e il vento favorevoli. I marinai, convinti che il problema fosse il peso dei carichi, gettarono via parte di essi; ma solo quando trasportarono a terra una specifica cassa la nave poté ripartire. Al suo interno era custodita una scultura lignea di una Madonna dalla pelle nera che venne intesa dagli abitanti che la ritrovarono come un segno divino. La statua venne quindi portata in processione fino in cima al promontorio dove fu innalzata la prima chiesa a lei dedicata.


Ogni anno a Settembre fedeli, pellegrini e curiosi si recano in processione verso il Santuario per una preghiera o semplicemente per dare un’occhiata.


Il pellegrinaggio si svolge in uno dei sentieri panoramici più caratteristici della zona, praticato anche dagli escursionisti: il sentiero coda di volpe. Il percorso è lungo circa 1 km e collega Marinello al Santuario.

Provalo per ammirare i Laghetti dall'alto e la meravigliosa macchia mediterranea!


Nel recente ‘900 all’ originario Santuario ne fu aggiunto uno nuovo, per accogliere con meno fatica il grande numero di pellegrini.


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2. La statua della Madonna Nera


All'interno del Santuario di Tindari troverai il tesoro più prezioso di tutta la città, l’oggetto sacro attorno al quale è sorto questo luogo di culto. Non sappiamo nulla né sulla sua datazione né su chi l'abbia intagliata nel legno di cedro del Libano.


Quel che è certo è che la statua sia sicuramente di origine orientale visti il colore del legno i lineamenti allungati della Vergine, tipici dell’Oriente.

Ai piedi della statua potrai leggere: Nigra sum, sed formosa (Sono nera, ma bella).



3. La Terrazza Panoramica


La piazza che ospita il moderno Santuario si affaccia con una bellissima balconata bianca sul mar Tirreno. Da questo spettacolare punto panoramico potrai spaziare con lo sguardo su tutta l’area sottostante che comprende la Riserva dei Laghetti di Marinello e, in lontananza, le Isole Eolie.


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4. L'area archeologica di Tindari


In questa ampia zona di scavi sono custoditi i magnifici resti della città antica. Ciò che l’Area Archeologica racchiude è davvero qualcosa di incredibile che nulla ha da invidiare alle altre più conosciute aree archeologiche di Sicilia.

Troverai perfettamente intatti i resti del Ginnasio o Basilica, dell’agglomerato e dell'impianto urbano, delle successive ville romane, la cinta muraria, l’Antiquarium ricco di preziosi reperti archeologici ed infine il bellissimo teatro greco con una spettacolare vista sul mare, il quale ospita ancora oggi rappresentazioni teatrali, concerti ed eventi di ogni genere.


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Teatro Greco di Tindari
Teatro Greco di Tindari. Chiara Proietto

5. La Riserva Naturale Orientata Laghetti di Marinello


La Riserva è uno dei posti più incantevoli di Sicilia, un'area lagunare su una lingua di sabbia dorata e finissima che racchiude una splendida “piscina naturale”. Il mare in questo tratto di costa è infatti bassissimo e le sue acque sono così limpide e calde da sembrare davvero una piscina.


Chiamati anche “mare secco”, i vari laghetti sono pieni di vita vegetale ed animale e sono raggiungibili dopo circa 10 minuti di cammino dall'entrata della spiaggia di Marinello.

Farci un salto in estate è d'obbligo!


Riserva Naturale Orientata Laghetti di Marinello, Cosa vedere a Tindari
Riserva Naturale Orientata Laghetti di Marinello

Anche per questo magico luogo, la cultura popolare ha in serbo una leggenda.


Si racconta che una donna devota alla Madonna pregò quest’ultima di graziare la sua piccola bimba malata e, una volta compiuto il miracolo, si dice che questa si sia recata personalmente a Tindari con la sua figlioletta per ringraziarla.

Una volta giunta però, restò basita dal colore della sua pelle e dalle sue fattezze orientali tanto da pentirsi di aver fatto tanta strada per poi provare una cosi profonda delusione.

È in questo frangente che la sua bambina si allontanò e, affacciandosi da una finestra del Santuario per ammirare il mare, cadde di sotto.

La madre, disperata, chiese allora alla Madonna un altro miracolo e questa, nonostante tutto, non esitò ad agire: ecco venire fuori dal mare una bellissima spiaggia sulla quale giocava festosa la piccola figlioletta.

Cosi la madre chiese perdono alla Madonna, instaurando nella sua anima una più forte devozione.



VEDI ANCHE: I Laghetti di Marinello, la Riserva Naturale nella Baia di Tindari


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Come arrivare al Santuario di Tindari


La soluzione migliore per visitare Tindari e il Santuario è quella di lasciare la propria auto al parcheggio sottostante il promontorio e proseguire a piedi o con l'apposita navetta che dall'area di sosta raggiunge, ogni 15/20 minuti circa, uno spiazzo a non più di 300 metri dal Santuario.


Indirizzo Parcheggio: Via Monsignor Pullano 25, Patti ME

Costo Parcheggio: €1 all'ora

Costo Navetta: €1 A/R



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